Come si bacia un serpente di Robyn Scott


Ho iniziato questo libro praticamente per caso, semplicemente perché una sfida mi chiedeva di leggere un libro che contenesse nel titolo la parola "serpente". Non credevo di incontrare una storia così unica e incantevole.

Questa storia ti porta in Africa, in particolare in Botswana, uno stato africano che si trova tra Zimbabwe, Namibia e Sudafrica, durante gli anni ottanta, quando la famiglia Scott ritorna nella sua terra dopo aver vissuto in Inghilterra e Nuova Zelanda. Inizialmente Robyn è contraria a questa scelta improvvisa dei genitori, ma è troppo piccola ancora per contestare. Infine, così come il padre le aveva premesso, anche lei si innamora del Botswana e attraverso le pagine di questo romanzo farà innamorare anche te.

Sono sempre stata incantata dalle altre culture, le tradizioni, gli usi, le abitudini diverse dalle mie. Scoprire questa maestosa terra dalle parole della Scott è stato fantastico. Principalmente la narrazione si concentra sulla famiglia Scott: padre medico che intende cambiare lavoro, ma accetta di sostituire un medico volante venuto a mancare poco prima del suo ritorno in Botswana, madre alternativa specializzata nella omeopatia e l'insegnamento alternativo per i suoi figli; Robyn, Damien e Lulu, infatti, non mandati a scuola, ma è la madre che si occupa della loro istruzione. Lei infatti è convinta che le scuole elimino nei bambini tutta la curiosità della scoperta e dell'imparare, per questo vuole occuparsi lei dei suoi figli, ideando un apprendimento tramite scoperta in modo da stimolarli e rinforzare la loro voglia di sapere.

Gli avvenimenti sono visti dagli occhi di Robyn, che vive e commenta tutto ciò che è costretta a vivere e sperimentare. Si innamora della scuola quando, per un breve periodo è costretta ad andarci per una malattia della madre che la costringe a letto, si appassiona di equitazione quando le vengono regalati dei pony con i quali vince anche molte gare, ispeziona serpenti e animali di ogni tipo trovati nel bush durante le esplorazioni con i suoi fratelli. Le avventure per la famiglia Scott non sono mancate e sono così coinvolgenti e ben descritte che ti fanno prendere parte anche a te. Mentre leggevo la straordinaria vita di questa famiglia mi sembrava di viverla con loro, mentre in me continuava ad accresce un forte interesse per questo Stato eccezionale e poco conosciuto.

Una cosa che mi ha molto colpito leggere, oltre che molto interessante raccontata da una ragazza che ne ha avuto a che fare dalla sua origine, è quando si parla dell'AIDS. È in quegli anni che la malattia inizia a diffondersi in Africa, colpendo inaspettatamente la popolazione del continente nero, la quale oltre a non conoscerla fa fatica sia a riconoscerla sia ad accettarla. Robyn vive da subito il momento in cui suo padre inizia a lavorare usando i guanti per non infettarsi, alla lotta che egli è costretto a fare tutti i giorni con clienti ignoranti (nel senso che non comprendono) e spaventati; come se non bastasse ci si mette il parlamento che si rifiuta di riconoscere la malattia e quindi attuare informare il popolo del rischio che si corre tutti i giorni.

Sono state pagine super interessanti che hanno quasi annullato la moltitudine di pagine, precisamente 540. Un libro tosto ma veramente istruttivo verso una cultura che nonostante tutto ci rimane ancora sconosciuta perché per mal informazioni è considerata arretrata. Leggendo questo libro vi sorprenderà quanto questi stati sono piuttosto sviluppati, anche se non al livello degli stati occidentali. Questo è un romanzo che consiglio assolutamente a tutti per iniziare ad avere uno sguardo diverso verso il continente dimenticato che è l'Africa.


Come si bacia un serpente di Robyn Scott
Editore: Guanda
Uscita: 2008
Genere: Autobiografia
Pagine: 540
🌼🌼🌼🌼 
Robyn Scott è una bambina quando i suoi genitori decidono che è il momento di lasciare la Nuova Zelanda e trasferirsi in Botswana con i tre figli. La famiglia si trova così immersa in un mondo straordinario, dove la casa è una stalla dal pavimento decorato con carta da pacchi e la vita quotidiana è scandita da strambe avventure: incontri ravvicinati con scorpioni, gare improbabili per il «Pony dal Mantello più Bello» in groppa a un ronzino pulcioso, raccapriccianti lezioni di biologia per scoprire cosa ha mangiato un serpente direttamente dal suo stomaco, nuotate in compagnia dei coccodrilli e baci affettuosi ai pitoni per dimostrare che sono innocui. Anche la scuola è anticonvenzionale; la mamma, fervente sostenitrice della medicina alternativa, e il papà, «dottore volante della savana», hanno deciso infatti di educare i figli a casa con giochi, passeggiate e letture di classici. Ma Lewis, Kipling e Tolkien a parte, anche preparando una semplice torta si possono imparare la matematica e la geometria; e poi i racconti dei nonni, che vivono lì da tanti anni, insegnano la storia del paese meglio di qualunque manuale. E infine c’è l’Africa: magico e spaventoso, profondamente contraddittorio, il Botswana è molto più di una semplice cornice, è un personaggio reale che deve fare i conti con antiche superstizioni e nuove emergenze, come l’Aids.

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