Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti

  • settembre 16, 2017
  • By La Libreria di Beb
  • 4 Comments


Con questo testo, l'autrice ha voluto mettere in evidenza i differenti comportamenti che i genitori, ma principalmente la società hanno nei confronti dei figli di diverso sesso: privilegiati sono sempre e comunque i maschi. Anche solo alla notizia di aspettare un bambino si spera che sia un maschio, l'erede che porterà orgoglio e soddisfazione alla famiglia. La figlia femmina è sempre quella men voluta, quasi un peso. Ma questo perché? Per il maschio è destinato ad avere un futuro, successo, crescerà e si troverà un lavoro, una famiglia e sarà considerato superiore. Che futuro ha invece una bambina? Una vita in casa, tra i fornelli e ad accudire i figli e marito. Già da bambini, essi vengono plasmati secondo le regole della società a seguire quella che sarà la loro strada già scritta. Il bambino non verrà corretto quando svilupperà atteggiamenti aggressivi, fa parte dell'essere uomo. La bambina invece sì, verrà sgridata, punita, finché non raggiunge il comportamento più consono al suo stato sociale: docile, mansueta, composta. Un bambino che mostra di essere sensibile verrà preso in giro: "che maschio sei?", "sembri una femminuccia". 
Un bambino verrà sempre autorizzato a fare quello che gli pare, a giocare, essere libero. Le bambine fin da subito vengono orientate a fare quello che un giorno dovranno fare per la vita: aiutano la mamma in cucina, a fare le pulizie, a riassettare la casa. Già a due anni sapranno in grado di pulire tutti gli angoli dei tavoli, sapranno essere composte durante l'ora della merenda, apparecchieranno durante la mensa dell'asilo anche per i compagni maschi, perché se questi ultimi non lo fanno sono giustificato, "non è compito loro".
Anche per i giochi esistono enormi differenze: innanzitutto esistono giochi per bambini e giochi per bambine. Ai figli sarà assolutamente vietato giocare con oggetti che non appartengono alla loro categoria: ai maschi verranno dati soldatini, macchine, attrezzi come martello e chiodi; alle femmine rigorosamente bambole, attrezzi da cucina, oggetti per "farsi bella". Non sia mai che un bambino decida di giocare con una bambola e una bambina con un carro armato.
Ma per i bambini non esisto etichette, loro vogliono solo essere se stessi. Senza gli stereotipi e le impronte della società nessun bambino verrebbe preso in giro se gioca con una bambola e nessuna bambina sgridata perché gioca con le macchinine. Essi non conoscono differenze a quell'età, vogliono solo divertirsi con quello che li attrae.
Un bambino nasce puro, uguale all'altro indipendentemente dal sesso. Il problema nasce quando iniziano ad avere un'età che, secondo la società, è pronta per seguire un determinato percorso. I genitori gli spiegano come bisogna giocare, come bisogna comportarsi, cosa è giusto o sbagliato per loro, poi si sorprendono quando assimilano queste nozioni e si comportano secondo gli standard degli stereotipi: "mio figlio ha imparato a fare le costruzioni, è proprio un maschietto!", "mia figlia ha cullato e cantato alla ninna nanna alla sua bambola, sarà una bravissima madre". In realtà non si rendono conto che sono stati loro a plasmarli così. Un bambino non nasce portato per le costruzioni, come una bambina non nasce portata per la maternità. Sono meccanismi di apprendimento innati che seguono le regole predisposte dagli adulti. Perciò se inculchiamo nella loro testa che "se sei maschio avrai un lavoro e successo nella vita" e "se sei femmina dovrai imparare a cucinare e a essere mamma" non supereremo mai le differenze di genere e gli stereotipi che fanno parte della nostra società.

Ci sarebbe un modo da dire su questo tema. Le differenze di genere fanno parte di noi tanto che spesso sono così sottili da non renderci conto che sono lì. Quante volte avete detto ai vostri figli "questo gioco è da maschi/femmine?" tante, ne sono convinta. Quante volte avete pensato "questo lavoro è da maschi/femmine?". Sono cose a cui non facciamo caso, che pensiamo siano piccolezze.
Fortunatamente le cose stanno piano piano cambiando rispetto al 1970. Quelli erano i tempi della rivoluzione femminista, quando ancora il divario maschio e femmina era notevole e forte. Oggi esistono donne avvocato e maschi insegnanti, e non si pensa più che una donna non possa avere un lavoro e successo nella vita, ma esistono stereotipi che resistono. La maternità, per esempio, è ancora vista come una cosa femminile. La donna che non vuole avere figli è vista male, criticata, l'uomo invece non fa differenza. La donna che raggiunge cariche importanti a lavoro è ancora rara, il cosiddetto soffitto di vetro non è ancora stato superato, ma il femminismo si sta espandendo, sta marciando e piano piano cambia le cose e le menti delle persone. 
Importante è agire sui bambini: quando insegni ai bambini che tutti siamo uguali e abbiamo le stesse opportunità sei già a metà dell'opera.


Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti


Editore: Universale Economica Feltrinelli
Uscita: 1998 (prima edizione 1973)
Genere: Saggio
Pagine: 196

La tradizionale differenza di caratteri tra maschio e femmina non è dovuta a fattori innati, bensì ai condizionamenti culturali che l'individuo subisce nel corso del suo sviluppo. Questa la tesi appoggiata da Elena Gianini Belotti e confermata dalla sua lunga esperienza educativa con genitori e bambini in età prescolare. I condizionamenti nella direzione del ruolo assegnato all'uno o all'altro sesso cominciano addirittura prima della nascita, quando si prepara il corredino: rosa o celeste, e proseguono con la scelta - da parte degli adulti - dei giochi che i bambini "possono" o "devono" svolgere nella famiglia prima e poi nella società, per giungere alle scelte più o meno coatte nel campo degli studi, del lavoro e del loro avvenire. Ma perché solo "dalla parte delle bambine"? Perché questa situazione è tutta a sfavore del sesso femminile. La cultura alla quale apparteniamo - come ogni altra cultura - si serve di tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere dagli individui dei due sessi il comportamento più adeguato ai valori che le preme conservare e trasmettere: fra questi anche il mito della "naturale" superiorità maschile contrapposta alla "naturale" inferiorità femminile. In realtà non esistono qualità "maschili" e qualità "femminili", ma solo qualità umane. L'operazione da compiere dunque, scrive l'Autrice, "non è quella di formare le bambine a immagine e somiglianza dei maschi, ma di restituire a ogni individuo che nasce la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, indipendentemente dal sesso cui appartiene." Da questa operazione trarranno vantaggio uomini e donne, e la loro stessa vita in comune.

You Might Also Like

4 commenti

  1. Ho appena pubblicato un nuovo post sul mio blog riguardo i Liebster Award e ho deciso di nominarti!
    Questo è il link al post: http://rosalbasnature.blogspot.it/2017/09/liebster-award_16.html

    RispondiElimina
  2. le differenze tra uomo e donna sono solo anatomiche e sessuali, per il resto siamo pari moralmente e intellettualmente nel bene e nel male. Una donna che voglia figi o no, va rispettata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ogni donna va rispettata in tutte le scelte che prende, così come si fa con gli uomini. Abbiamo tutti le stesse opportunità e ognuno è libero di scegliere la strada che vuole!

      Elimina

Quando commenti su Blogger, affidi a Google le tue informazioni.
Per saperne di più consulta il sito sulle Norme di privacy di Google. Qui trovi il sito aggiornato.