Recensione | Mi sa che fuori è primavera di Concita de Gregorio



Buongiorno cari lettori!
Viaggiare in treno mi piace davvero tanto, anche perché mi permette di leggere il mio libro in tranquillità; infatti la settimana scorsa nelle mie due orette di viaggio in treno, tra andata e ritorno, sono riuscita a iniziare e terminare questo librino di cui ho il piacere di parlarvi.


SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: Mi sa che fuori è primavera
Autore: Concita de Gregorio
Pubblicazione: Novembre 2016 [prima edizione giugno 2015]
Pagine: 122
Trama: Ferite d’oro. Quando un oggetto di valore si rompe, in Giappone, lo si ripara con oro liquido. È un’antica tecnica che mostra e non nasconde le fratture. Le esibisce come un pregio: cicatrici dorate, segno orgoglioso di rinascita. Anche per le persone è così. Chi ha sofferto è prezioso, la fragilità può trasformarsi in forza. La tecnica che salda i pezzi, negli uomini, si chiama amore. Questa è la storia di Irina, che ha combattuto una battaglia e l’ha vinta. Una donna che non dimentica il passato, al contrario: lo ricorda, lo porta al petto come un fiore. Irina ha una vita serena, ordinata. Un marito, due figlie gemelle. È italiana, vive in Svizzera, lavora come avvocato. Un giorno qualcosa si incrina. Il matrimonio finisce, senza traumi apparenti. In un fine settimana qualsiasi Mathias, il padre delle bambine, porta via Alessia e Livia. Spariscono. Qualche giorno dopo l’uomo si uccide. Delle bambine non c’è più nessuna traccia. Pagina dopo pagina, rivelazione dopo rivelazione, in un ritmo che fa di questo libro un autentico thriller psicologico e insieme un superbo ritratto di donna, coraggiosa e fragile, Irina conquista brandelli sempre più luminosi di verità e ricuce la sua vita. Da quel fondo oscuro, doloroso, arriva una luce nuova. La possibilità di amare ancora, l’amore che salda e che resta. Concita De Gregorio prende i fatti, semplici e terribili, ed entra nella voce della protagonista. Indagando a fondo una storia vera crea un congegno narrativo rapido, incalzante e pieno di sorprese. Disegna un ritratto memorabile di donna del nostro tempo. Scandisce l’esistenza di questa madre privata dei figli – qual è la parola per dirlo? – in lettere, messaggi, elenchi. Irina scrive alla nonna, al fratello, al giudice, alla maestra delle gemelle, abbozza ritratti, scava nei gesti, torna alle sue radici, trova infine un approdo. Dimenticare significa portare fuori dalla mente, ricordare è tenere nel cuore. Il bisogno di essere ancora felice, ripetuto a voce alta, una sfida contro le frasi fatte, contro i giudizi e i pregiudizi. Uno di quei libri in cui uomini e donne trovano qualcosa di sé







Come racconta la trama, Irina è una donna alla quale il marito da cui voleva separarsi le ha portato via le due bambine gemelle, di 6 anni, per poi suicidarsi e non lasciare nessuna traccia delle figlie. Per anni non si è data pace continuando a sperare in un loro ritorno; nel frattempo fonda un'associazione dedicata ai bambini scomparsi svizzeri, la Missing Children Switzerland, la quale offre sostegno psicologico, sociale e giuridico alle famiglie che hanno perso un minore.

La storia è raccontata in maniera romanzesca dalla giornalista Concita de Gregorio, vista dagli occhi di Irina, con le sue domande, i suoi rimorsi e le sue sofferenze. La vicenda spazia dal passato al presente: Irina, dopo la tragedia, ha ritrovato la forza per andare avanti e rifarsi una vita vita. Ha incontrato un uomo che la rende felice e vive in una città che le piace da morire. Ma questo non vuol dire dimenticarsi delle bambine e smettere di cercarle; già, Irina lo spiega bene, senza un corpo da seppellire le persone care non saranno mai morte veramente, la speranza non smette di insinuarsi nel cuore e la mente non riesce a farsene una ragione.

Mi ha logorata nell’attesa, perché sa, giudice, l’attesa delle persone amate non è una pausa: è un lavoro incessante, una fatica mostruosa, una lotta contro i peggiori dei pensieri. È uno spazio che si riempie di mostri e ti sorprende alle spalle. Gli anni passano, i minuti, no.

Nella storia Irina rivive l'inizio della sua storia con Matthias, quando sembrava tutto apparentemente normale. Non perfetto, ma una relazione che la faceva sentire bene. Poi sono arrivate le gemelle, due perle bionde che ha amato dal primo instante, nonostante fossero inaspettate. Tutto però ha iniziato lentamente a degenerare: Matthias controllava ogni cosa maniacalmente, tutto doveva essere fatto secondo le sue regole stabilite dai tanti post-it attaccati in giro per la casa. La situazione si fa sempre più pensante finché Irina non decide di prendere in mano la situazione e chiedere il divorzio. Matthias non accetterà mai questa cosa fino in fondo: infatti il 30 gennaio 2011 sparisce con le bambine oltrepassando il confine della Svizzera fino ad arrivare in Francia, a Marsiglia. Da li compra tre biglietti per la Corsica e infine giunge in Puglia solo, dove il 3 febbraio si fa investire da un treno dentro la sua macchina. Delle bambine non si sa più traccia, tranne un biglietto lasciato dall'uomo: "Le bambine non hanno sofferto, non le vedrai mai più."


Irina dovrà poi fare i conti con la società maschilista della Svizzera che cerca un qualsiasi appiglio per far ricadere la colpa su di lei per le scelte del marito: lei con la sua scelta della separazione lo ha portato al rapimento delle bambine, lei con la sua ultima email lo ha spinto verso il suicidio. Lei che si è vista chiudere le porte in faccia da tutti invece ha stretto i pugni e ha chiesto di andare avanti, finché la polizia non le ha mandato una pratica da firmare per l'archiviazione del caso. Si è scontrata contro lo stereotipo del "è italiana", quindi per forza è colpa sua. Matthias è "svizzero tedesco", loro sono bravi, rispettosi; "stia tranquilla, lui tornerà". Come se la nazionalità fosse la persona, una giustificazione. Tu sei italiana, sei incapace, è colpa tua. Lui è svizzero tedesco, preciso, non potrebbe mai fare una cosa così drastica. Come se non bastasse, qualche anno dopo ha avuto la fortuna di incontrare una persona che le vuole bene e la rispetta per quello che è, e per questo è stata additata da tutti, vista male perché "ha dimenticato le figlie". No, non le ha dimenticate, come potrebbe? Le porta nel cuore giorno e notte, le sogna e spera sempre di farlo, vive per loro.


C’è bisogno di essere felici, nonna, per tenere testa a questo dolore inconcepibile. C’è bisogno di paura per avere coraggio. È l’assenza la vera misura della presenza. Il calibro del suo valore e del suo potere

Come ultima parte della mia recensione volevo soffermarmi sul titolo: Mi sa che fuori è primavera. Primavera, la stagione della rinascita, dopo il freddo e grigio inverno tutto sboccia per una nuova vita, il grigio lascia spazio ai colori e le nuvole se ne vanno per far tornare il sole. Irina ha vissuto anni bui, chiusi, oscuri, persa nel dolore della perdita delle sue figlie e nel rimorso per non aver fatto abbastanza per movimentare le indagini, per non aver insistito con la polizia quando ha evitato di analizzare alcuni indizi che sarebbero potuti essere di grande aiuto. Ma adesso per lei è tornata la primavera, è nata una seconda possibilità con Luis a Granada. La  Primavera è la mia stagione preferita per questo, il simbolo del nuovo, della nuova vita, delle nuove possibilità. La sua primavera, Irina, se la merita veramente tanto.

La vicenda, realmente accaduta, fa venire i brividi: non si può immaginare il dolore provato dalla donna. La De Gregorio è stata in grado di riportare la storia senza renderla pesante: alterna lettere a racconti e a elenchi di cose da ricordare o non dimenticare. Un racconto che non vuole biasimare la vittima ma nemmeno incolpare il colpevole: vuole narrare la vicenda, spiegarla, Irina vuole farsi ascoltare. E qui vi riporto le ultime parole del libro:

Concita e Irina sarebbero felici se questo libro riuscisse a sostenere e far camminare a lungo il lavoro prezioso di Missing Children Switzerland.



Il mio voto:
Inclassibicabile, non si può dare un voto. Ma se fosse, sarebbe il massimo, per il messaggio mandato.

Consigliato?
Assolutamente sì, tutti devono sapere. Questo libro merita di essere letto. 

2 commenti:

  1. Ciao!! Ti ho nominata nel Liebster Award https://ilrumore-dellepagine.blogspot.it/2017/07/liebster-award-2017.html#more

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oddio grazie mille! ** rispondo al più presto ❤

      Elimina

Quando commenti su Blogger, affidi a Google le tue informazioni.
Per saperne di più consulta il sito sulle Norme di privacy di Google. Qui trovi il sito aggiornato.

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengono dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi. L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link, né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo. I contenuti presenti sul blog "La Libreria di Beb" dei quali è autore il proprietario del blog non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all'autore stesso. E’ vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. E’ vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.
Copyright © 2018 La Libreria di Beb by Beb. All rights reserved