Kitchen di Babana Yoshimoto

  • giugno 21, 2017
  • By La Libreria di Beb
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Kitchen è un insieme di tre racconti dell'autrice: Kitchen, Kitchen 2 e Moonlight Shadow.
Nei primi due, essendo uno il seguito dell'altro, sono presenti gli stessi personaggi: Mikage e Yuichi, mentre nel secondo entrano in scena Satsuki e Hiiragi. Questi quattro personaggi hanno una cosa in comune: il lutto. I primi due personaggi sono accerchiati dalla morte: entrambi perdono le loro persone care diventando ospiti, ma il legame che si sono creati gli permetterà di andare avanti, sostenendosi l'uno sull'altra. Satsuki ha perso il suo grande amore in un banale incidente, mentre accompagnava a casa la ragazza del fratello, Hiiragi. Egli si trova senza fratello e fidanzata in un incredibile secondo.

Banana tratta questo tema della perdita raccontata dalle voci innocenti di ragazzi di vent'anni. L'età in cui uno ha più bisogno di sostegno, di vicinanza, coloro che vorrebbero al loro fianco improvvisamente non ci sono più. Questo libro è una storia di forza e di coraggio, il coraggio di andare avanti quando tutti sembra finito, un buco nero dal quale è impossibile uscire. Mikage si rifugia in cucina, quell'angolo che più le da sicurezza e la fa sentire bene. Yuichi cade nella dolce tentazione dell'alcool, ma la vicinanza di Mikage sarà fondamentale per lui. Hiiragi si appoggia ad una divisa alla marinara in ricordo della sua ragazza. Satsuki si sfoga facendo jogging. Per quanto assurde possano essere le abitudini che prendono i personaggi, sono fondamentali per loro: un modo per sopravvivere, non pensarci, distrarsi.

Lo stile dell'autrice è molto coinvolgente, leggero e semplice ma allo stesso tempo coinvolgente, con quella vena di poesia da far venire i brividi. Permette di percepire in prima persona gli stati d'animo dei personaggi, soffrire e sperare con loro; fa nascere dentro di te un turbine di emozioni tanto che ti resta quella vena di tristezza alla fine della storia. Tra i due racconti ho apprezzato di più Kitchen, non perché Moonlight Shadows sia brutto, anzi, ma perché in quel racconto si percepisce molto di più la forza di risollevarsi, il voler sopravvivere nonostante la sconfitta più grande: la perdita della famiglia. Entrambe, comunque, vale la pena leggerle.



Kitchen di Banana Yoshimoto 


Editore: Feltrinelli
Uscita: Aprile 2006
Genere: Raccolta di racconti
Pagine: 152
Prezzo: 4,99 kindle | 7,23€ copertina flessibile

"Kitchen" è un romanzo sulla solitudine giovanile. Le cucine, nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, che riempiono i sogni della protagonista Mikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata. La grande trovata di Banana è che la famiglia si possa non solo scegliere, ma inventare. Così il padre del giovane amico della protagonista, Yuichi, può diventare o rivelarsi madre e Mikage può eleggerli come propria famiglia, in un crescendo tragicomico di ambiguità.






Alcune citazioni

Le nuvole venivano trascinate via dal vento con una forza incredibile. In questo modo non c'è posto per le cose tristi. Nessun Posto.
Le persone che vogliono farcela da sole dovrebbero prima di tutto curare qualcosa che cresce. Un bambino, una pianta, che so. Facendolo si capiscono i propri limiti. E' un punto di partenza.
Chi nella vita non conosce almeno una volta la disperazione non capisce quali cose valgano veramente, diventa adulto senza avere mai capito che cosa sia veramente la gioia.
Nel flusso indefinito del tempo e degli stati d'animo, gran parte della storia è incisa nei sensi.
Ognuno di noi pensa di avere molte strade e di poter scegliere da sé. Ma forse sarebbe più esatto dire che sogna il momento di scegliere.
La strada è sempre decisa, non però in senso fatalistico. Sono il nostro continuo respirare, gli sguardi, i giorni che si susseguono a deciderla, naturalmente.


THE SUMMER BOOK CHALLENGE

Con questo romanzo raggiungo il terzo obiettivo per la Summer Book ChallengeUn libro che parla di cucina.

E' il secondo libro che leggo inerente al cibo, e per quanto fossi inizialmente scettica alla fine è divertente. Non sono una grande cuoca ma è interessante leggere di quanto la gente si appassioni in quello che prepara, ci mette amore e sentimento.

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