Blogtour: Book Blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché di Giulia Ciarapica



Giunge oggi la mia tappa per il #BBMagicalTour dedicato alla presentazione del nuovo libro di Giulia Ciarapica Book Blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché!

La tappa di oggi prevede un breve estratto che potete trovare sotto la presentazione del libro! Quanti di voi hanno già letto questa simpatica guida?


Book Blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché di Giulia Ciarapica
Editore: Franco Cesati Editore
Uscita: 08 febbraio 2018
Genere: Social Media
Pagine: 132
Acquisto: qui 
Chi è il book blogger e cosa fa? Cosa significa oggi fare critica letteraria 2.0? Il libro di Giulia Ciarapica propone un percorso attraverso i diversi modi di raccontare i libri in Rete: dal blog ai social e YouTube, tutti gli strumenti sono utili per parlare di letteratura e per farlo in modo originale, fresco, ironico e creativo. Dalle classiche recensioni ed interviste a Bookstagram e Anobii, fino ai Book Haul, può cambiare il contenitore ma il contenuto resta primario: dietro ogni blogger c’è sempre un lettore, ma anche e soprattutto uno studioso della materia letteraria, che ogni giorno legge, si informa, confronta testi e cerca di trasmettere la propria passione al pubblico (piccolo o grande che sia) con un linguaggio chiaro e semplice. Partendo dai ferri del mestiere e dalla scelta dei testi, passando per le fasi della recensione e i relativi stili, senza lesinare consigli pratici e di lettura, Book blogger ci conduce alla scoperta di un mondo articolatissimo e in grande fermento, provando anche a tracciare una mappa per orientarcisi: dai primissimi portali e lit-blog italiani, nati già all’inizio degli anni Duemila, alle ultime tendenze sui social network, per arrivare ai siti contemporanei più attivi e seguiti e al fenomeno degli youtuber. Una ricognizione “dietro le quinte” della nuova informazione culturale che, pur senza l’ansia dell’esaustività o del riconoscimento ufficiale, non rinuncia a cogliere gli aspetti più autentici e dinamici di una scena molto più viva di quella che i sempre catastrofici dati sui lettori darebbero ad intendere.

Ecco a voi alcuni brevi estratti dal libro!

In libreria: come scegliere un libro da leggere (e recensire?) 
Abbiamo tirato fuori dalla libreria alcuni dei titoli che potrebbero esserci utili nel corso del nostro viaggio nella recensione; siamo stati attenti a lasciare spazio sufficiente per accogliere altri volumi: i romanzi, i racconti, i saggi che leggeremo per passione o per lavoro. Adesso però bisogna partire. E lo facciamo ponendoci una domanda, prima di riempire compulsivamente quel “vuoto” di nuovi titoli, senza fermarci a riflettere: come si sceglie un libro da recensire? Un quesito, questo, che puo lasciare interdetti, almeno sul momento; perché una risposta unica e univoca non c’è: scegliere un libro da leggere e su cui daremo la nostra opinione ha molto a che vedere con l’istinto e con la sensibilità individuale verso certe tematiche, certi stili, autori, generi. Prima di entrare nel dettaglio, occorre distinguere due situazioni di partenza: ci sono occasioni in cui si ha libertà di scelta rispetto al libro da recensire, e altre in cui questo ci viene suggerito. Quando si scrive per un giornale o in collaborazione con un blog o una rivista, confrontarsi in anticipo sulle recensioni che verranno pubblicate è la norma; dunque può capitare di trovarsi in disaccordo, oppure che ci venga affidata la lettura di testi che sentiamo lontani; altre volte, semplicemente, potremmo avere per le mani un’opera che sta destando scalpore o interesse a livello nazionale, pensiamo a romanzi come Bruciare tutto del Premio Strega 2013 Walter Siti, edito da Rizzoli. Teniamo presente che ogni blog segue una propria linea editoriale; nel caso di quelli che fanno capo a un unico utente, questa rispecchia necessariamente gusti e formazione personali di chi li gestisce: in qualche misura, dunque, anche la recensione diventa un mezzo per parlare indirettamente di noi, proprio attraverso i libri a cui scegliamo di dare spazio. Ciò premesso, cercheremo se non di rispondere esaustivamente alla domanda iniziale, quantomeno di prendere in considerazione alcuni elementi che possono guidare il nostro occhio di lettori (e aspiranti blogger culturali), catturare la nostra attenzione e curiosità, riuscire a “convincerci” che quello che abbiamo appena visto e un libro adatto a noi. Per farlo, potremmo partire dalla libreria, che sia online o offline, fisica: appena varcata la porta e arrivati davanti agli scaffali, che cosa ci colpisce?
Il titolo
Un bel titolo, originale, divertente o provocatorio gioca sicuramente un ruolo importante: pensiamo ad alcuni romanzi di Amélie Nothomb come Antichrista, Biografia della fame o Riccardin dal ciuffo, oppure a quello composto da un neologismo come L’Innamoratore di Stefano Piedimonte; ancora, al titolo Accabadora – termine dialettale sardo che significa letteralmente ‘colei che finisce’ – il romanzo con cui Michela Murgia ha vinto il Premio Campiello nel 2010; a Se mi tornassi questa sera accanto di Carmen Pellegrino, che riprende il primo verso della poesia A mio padre di Alfonso Gatto; o al provocatorio Contro le donne di Paolo Ercolani, saggio tutt’altro che antifemminista, in cui si racconta della storia dei pregiudizi sulle donne − fino ai giorni nostri. Il titolo è dunque il primo indizio per un lettore perché racconta molte cose di cio che troverà una volta “varcata” la prima pagina: ne svela in parte l’atmosfera, l’ambientazione, un personaggio (o una relazione tra più personaggi), il genere, un sentimento predominante, uno stile. A tal proposito, giocano un ruolo molto importante anche il carattere e il corpo tipografico utilizzato (messo in evidenza rispetto alla pagina, a volte anche in forma “tattile”, grazie a varie tecniche di lavorazione). Il titolo, insomma, costituisce, il biglietto da visita di un libro, insieme chiaramente all’immagine di copertina (quando c’è, perché non di rado capita che in “prima” campeggino solo autore e titolo – e allora quest’ultimo diventa ancora più pregnante assieme al colore del “fondo” con il quale i caratteri a stampa instaurano un dialogo).
L’autore
Di seguito alla sinossi, la quarta di copertina (che a volte, nei libri con le bandelle, può trovarsi nel risvolto) contiene altre informazioni che possono guidarci nella nostra scelta: la biografia dell’autore, la sua storia in sintesi e i libri pubblicati prima di quello che teniamo tra le mani. La storia di uno scrittore, le sue radici, i suoi trascorsi, il suo ambiente culturale ed eventualmente politico sono spie importanti per una prima valutazione di un testo, ancora prima di iniziare a leggerlo. Anche il nome stesso dell’autore può essere un elemento che conduce a una scelta, specialmente se si tratta di uno scrittore di cui conosciamo e apprezziamo la penna: in questi casi diventa quasi automatico tuffarsi dentro alcuni libri a occhi chiusi – spinti dall’istinto, da un senso di fiducia, verso alcuni scrittori; una sorta di garanzia di qualità quando torniamo indietro ai grandi classici della letteratura: difficile resistere all’acquisto quando Adelphi pubblica un testo inedito di George Simenon o di Sándor Márai.


State seguendo il Blogtour? Nella foto sotto sono elencate tutte le tappe di questo #BBMagicalTour!


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