Recensione | La casa tonda di Louise Erdrich

Buonasera ragazzi!
Oggi vi parlo del libro che ho letto in occasione della sfida di lettura La parola mensile del mio gruppo di lettura su Goodreads Lo Scaffale Tematico. La parola di novembre era, appunto, casa, e finalmente vi posto la recensione del romanzo La casa tonda che ho terminato di leggere a inizio dicembre.


SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: La casa tonda
Autore: Luisie Erdrich
Editore: Feltrinelli
Pubblicazione: 2 ottobre 2012
Pagine: 384
Prezzo: eBook 9,99€ | Cartaceo 8,50
Link acquisto: Amazon
Trama: 1988. La comunità di una riserva indiana nel North Dakota è scossa da un crimine di un’efferatezza inedita per quei luoghi. La moglie del giudice Coutts, Geraldine, che ha subìto l’aggressione, si è chiusa nel silenzio ed è caduta in una profonda depressione. Se è viva, lo deve alla propria presenza di spirito: ha approfittato di un momento di distrazione dell’assalitore ed è fuggita in automobile. Sembra che dopo averle usato violenza, l’uomo abbia tentato addirittura di bruciarla viva cospargendola di benzina. ‟Sembra”, perché la faccenda presenta molti lati oscuri e perché la vittima si rifiuta di parlarne. Assistito dalle due polizie che operano all’interno della riserva, quella indiana e quella americana, Coutts inizia a indagare. Ma Coutts non è un giudice d’assalto, il suo lavoro si è sempre limitato a liti tra vicini, furtarelli, piccole truffe, ubriachezza, un po’ di droga. Toccherà al figlio tredicenne Joe intervenire per cercare di far luce sul mistero. La casa tonda è un giallo veloce ed emozionante, un romanzo di formazione con un narratore protagonista memorabile che si muove sullo sfondo di efferati crimini a sfondo razziale. Tutti elementi che hanno convinto pienamente lettori, critici e scrittori del calibro di Philip Roth e che inseriscono a pieno merito La casa tonda nella più classica e migliore tradizione letteraria americana, quella de Il buio oltre la siepe di Harper Lee.


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Sono venuta a conoscenza del libro tramite l'offerta della Feltrinelli di quest'estate del 2x9,90. Dalla trama mi incuriosiva molto: non ho mai letto niente a riguardo di nativi americani che ancora popolano alcune zone dell'America.

Questa storia è ambientata a fine anni '80 nella riserva indiana del North Dakota e narra la vicenda in prima persona Joe, un tredicenne, figlio di un avvocato e di una delle donne più belle della riserva.
È una famiglia tra quella che vive delle proprie abitudini; i genitori sono avanti con gli anni e Joe (che non è il suo vero nome, ma quello che si è scelto dopo che ha scoperto che il suo nome indiano è di un suo antenato, e lui voleva un nome tutto suo) è stato un figlio inaspettato e per questo amato di più.

Il loro equilibrio si spezza una domenica sera quando la madre torna in condizioni disperate: sanguina e odora si benzina. Padre e figlio volano fino all'ospedale e il ragazzo, origliando le conversazioni del medico con sua zia, scopre che sua madre è stata violentata.

Mentre la madre ai chiude nella depressione e nel silenzio della sua stanza lasciando tutto e fuori, il padre cerca in tutti i modo di trovar giustizia in un sistema giuridico che è sempre stato ingiusto nei confronti degli indiani. Joe inizialmente rimane spettatore, ascoltando e origliando le conversazioni del padre; finché non decide di scoprire le cose da solo e, con il sostegno del suo gruppo di amici, parte alla ricerca di risposte e indizi.

La Erdrich vuole raccontare dei nativi americani, parlando delle ingiustizie e del razzismo che hanno dovuto sopportare in quel periodo, con leggi discordanti tra solo e lo stato americano che cercava di togliere sempre più terreno a coloro che più ave ano diritto di vivere in quelle terre. L'idea era molto buona, era proprio questo che mi aveva attirata, ma in realtà ho trovato il libro troppo lungo e lento, con parti che avrei tranquillamente saltato.

Era buona anche l'idea di mettere il racconto della storia sotto gli occhi di un adolescente, una voce innocente che cera di capire, ma Joe mi è sembrato più un adulti che n ragazzo, con discorsi e riflessioni di un'età più avanzata della sua. Giusto la sua ossessione per il seno di Sonja si può attribuire alla sua età.

Un altro fatto negativo è che non mi è piaciuto per niente come è terminato: dopo aver aggiunto dettagli che si potevano evitare e aver allungato tanto la storia, la fine ti spiazza perché non le viene data una spiegazione, succede e basta. Per questo ci sono a che rimasta male. 
Inoltre come scrittura è poco scorrevole e piatta. Sono poche le emozioni che ho vissuto leggendo la vicenda e le parti giuridiche le ho trovate un tantino difficili. Forse è colpa mia che di legge non sono molto ferrata, ma appunto che dovrebbe essere un romanzo di formazione adatto a tutti che dovrebbe essere un po' più comprensibile. Certo che questo può essere causa della traduzione, ma ha un po' inciso sulla mia valutazione.


Il mio voto:
🌼🌼

Consigliato? ❌
Per me è una lettura autunnale

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