Segnalazioni della domenica #9


Buona domenica lettori!
Eccoci con il nuovo secondo appuntamento di dicembre dedicato alle segnalazioni librose! Oggi vi parlo di due libri davvero interessanti:


SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: La terra delle piccole gioie
Autore: Vittorio Orlando, Giuseppe De Summa
Editore: Independently published
Pubblicazione: 5 settembre 2017
Genere: Fiction
Pagine: 122
Prezzo: eBook 2,99€ | Cartaceo 9,00€
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Trama: La terra delle piccole gioie è un libro rivolto a chi ama il proprio luogo d'origine, a chi per brevi o lunghi periodi è stato assente ed ha avvertito il bisogno di tornarci, a chi nonostante tutto non l'ha mai abbandonata. In essa sono presenti soltanto piccole gioie che vanno quantomeno a limitare il grado di insoddisfazione generale di chi ci abita.


SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Il mio amico Giorgio Gaber
Autore: Gian Piero Alloisio
Editore: UTET Libri
Pubblicazione: 26 settembre 2017
Genere: Saggistica
Pagine: 233
Prezzo: eBook 7,99€ | Cartaceo 13,60€
Link d'acquisto: DeA Planeta | Amazon
Trama: «Dopo gli anni di Radio Alice ci furono i cosiddetti anni di piombo e io», ricorda Gian Piero Alloisio, «mentre Francesco De Gregori cantava che i suoi amici erano tutti in galera, per non finire tra gli amici di De Gregori, mi rifugiai in via Frescobaldi a Milano, a casa di Giorgio Gaber.»
Quando arriva a Milano, Alloisio è un giovane autore promettente, può vantare collaborazioni con Guccini, album, concerti, e uno spettacolo teatrale. Sottobraccio tiene un nuovo testo: Ultimi viaggi di Gulliver. Gaber, che per tutti è già il Signor G., rimane colpito da quel ragazzo dal pensiero veloce, ne intravede il talento, definisce l’opera «una tesi di laurea in drammaturgia», un possibile esempio di teatro-canzone collettivo “in stile Gaber”.
Lo spettacolo debutta ad agosto del 1981 al Teatro Carcano di Porta Romana, a Milano, e nonostante le difficoltà che hanno scandito le prove, si rivela un successo. Sul tabellone, sotto il titolo, appaiono i nomi degli autori: oltre ad Alloisio e Gaber, che si occupa anche della regia, figurano Sandro Luporini e Francesco Guccini.
Inizia così una collaborazione che si svilupperà per oltre un decennio, in una Milano dal doppio volto: da un lato la città forgiata dal boom economico, tutta locali scintillanti, champagne, starlette e ricchi imprenditori venuti fuori dal nulla; dall’altra il rifugio di un’intera generazione di intellettuali, cantanti, attori: Dario Fo e Franca Rame continuano a misurare il perbenismo degli italiani nelle loro commedie, Gabriele Salvatores comincia ad affermarsi come regista, sul palco del Derby Enzo Jannacci si alterna con una nuova classe di giovani comici capitanata da Diego Abatantuono.
Gaber con «i capelli vaporosi» e il suo incedere dinoccolato è uno dei fuochi intorno a cui si radunano i giovani. Maestro generoso e artista severo, Gaber li accoglie, li incita, li guida, a volte perde le staffe. Alloisio, protagonista e testimone di quella stagione unica, di ricordo in ricordo, ci fa conoscere Gaber “come persona”: al ristorante con gli amici, mentre scherza con Battiato o Calasso; alle prese con il testo di una canzone, o l’intonazione di un monologo; o mentre dirige, come regista, la moglie Ombretta. E di nuovo sul palco, stoico e beffardo, nonostante la malattia avesse già iniziato a manifestarsi.

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