Cercando Alaska di John Green - #BookAddictedClub


Con grande piacere oggi inauguro la mia partecipazione al BooksAddictedClub con la mia recensione di Cercando Alaska di John Green. Del gruppo ve ne ho parlato qui qualche tempo fa e se ve lo siete perso, correte subito a vedere di che si tratta.

Nel mese di settembre il nostro tema è stato Back to school, per il quale ognuna di noi ha letto un libro inerente e poi scritto la recensione. Qui sotto ecco la foto con i nostri appuntamenti. Se non l'avete fatto, andate subito a leggere le altre recensioni!


Questo libro è stato sulla mia libreria per tanto tempo e sono stata contenta di poterlo rispolverare e finalmente leggerlo. E' una classica storia americana di adolescenti che partono per il college e hanno a che fare con le loro prime avventure fuori casa senza il controllo dei genitori. Miles è un semplice ragazzo asociale che decide di abbandonare la scuola della sua città nella quale non è riuscito a stringere nemmeno una piccola amicizia, in cerca del Grande Forse. Queste parole le ha prese da François Rabelais leggendo la sua biografia e si dice che siano le sue ultime parole famose. Eh si, una particolarità di Miles è che ama scoprire le ultime parole famose dei personaggi importanti della storia, ma non solo. Della libreria di suo padre non ha mai apprezzato i romanzi, ma le biografie, quei libri che raccontano la vita degli scrittori, dei politici, le loro avventure. E così, riprede questa frase e la fa sua: Vado in cerca del grande forse risponde ai suoi genitori quando gli chiedono perché vuole frequentare il college in Alabama, lontano da loro.

Ma non è davvero questo a cui vanno alla ricerca gli adolescenti? E' una fase della vita nella quale i ragazzi credono di sapere tutto, ma in realtà non sanno niente. Non sanno chi sono, chi vogliono essere e cosa saranno. Si formano continue domande alle quali non trovano risposta e vivono avventure impulsivamente senza pensare alle conseguenze solo per esplorare.
La grande domanda di Alaska, la super ragazza sexy per la quale Miles si prende una grande cotta, è una questione che persiste per tutto il libro: Che cos'è il labirinto, vivere o morire? 
Quel labirinto nella quale gli adolescenti si sentono imprigionati a vivere le loro sofferenze. Come si esce dal labirinto? Alaska se lo chiede sempre.

Passi la vita inchiodato nel labirinto, pensando al modo in cui un giorno ne uscirai, e a come sarà fantastico, e immagini che il futuro ti trascinerà piano piano fuori di lì, ma non succede. E' solo usare il futuro per sfuggire al presente.

Il gruppo di ragazzi formato da il Colonnello, Ciccio, Alaska, Takumi e Lara passa le giornate al Culver Creek da classici adolescenti: segue le lezioni, si incontrano fuori a fumare e bevono la sera nascosti dall'Aquila, il supervisore che ogni giorno cerca di scovare gli studenti in infrazioni per punirli o addirittura espellerli. Andando avanti con la storia si conoscono meglio i personaggi, le loro storie e la loro vita complicata: il Colonnello è un ragazzo povero che vive con la madre in una roulotte ma è orgoglioso di lei e non si vergogna della sua vita, Lara è figlia di immigrati romeni che al loro arrivo in America non sapevano niente di inglese e lei, a 12 anni, si è dovuta occupare di tutta la burocrazia. Alaska si definisce una persona profondamente infelice che si ritiene responsabile della morte della madre quando aveva solo 7 anni. E quando succede il disastro, quando Alaska parte in fretta e furia, ubriaca si mette alla guida e segna la sua fine con un incidente stradale, il suicidio è tra le prime cose che pensano i ragazzi del gruppo. Non lo accettano, cercano di dare un senso alla sua assenza, pur non volendoci credere. Gli adolescenti non vogliono credere che cose del genere possano succedere a loro; la morte è una cosa lontana, un concetto che non li può colpire. Alaska ha fatto uno stupido e macabro scherzo. Adesso è in camera sua a leggere o nella Buca del Fumo a fumarsi la sua sigaretta. Ma Alaska purtroppo non c'è più, si è schiantata contro un'altra macchina e quello che ha lasciato sono un mucchio di domande. Perché? Non ha visto la macchina? Perché non ha premuto i freni? Perché non l'abbiamo fermata?

Una delle frasi più belle è anche quella più famosa del libro:

Quando gli adulti, con lo stupido sorriso di chi crede di saperla lunga, dicono “I giovani si credono invincibili” non sanno quanto hanno ragione. La disperazione non fa per noi, perché niente può ferirci irreparabilmente. Ci crediamo invincibili perché lo siamo.

Ed è proprio così che si sentono gli adolescenti; a loro non può succedere nulla, sono forti, ragazzi vincenti. Non credono che una cosa così assurda come un incidente mortale possa accadere a loro. Per questo motivo il gruppo di amici vuole trovare le risposte, scoprire cosa è successo, perché è andata così. Se davvero Alaska ha voluto porre fine alla sua vita o è davvero stato un incidente. Cercano messaggi nascosti, ricostruiscono la vicenda, la serata. Devono capire, diventa quasi un'ossessione, perché per loro è innaturale. Per gli adolescenti è innaturale. Non sono frenati dalla paura, non calcolano i rischi. Sono impulsivi, si buttano senza fermarsi a pensare.
Chip e Miles non hanno fermato Alaska alla guida ubriaca perché non potevano pensare che sarebbe successo qualcosa di male. Perché gli adolescenti sono invincibili.

Cercando Alaska è il romanzo di esordio di Green, ma ha subito messo in chiaro la sua capacità di raccontare storie normali, di tutti i giorni, da parte di ragazzi e adolescenti. Lo sfondo della vicenda è il college americano che fa teatro delle loro vicende e avventure. Seguono le lezioni di giorno, ma la sera sono ragazzi che fumano e bevono e vivono la loro vita senza pensare al futuro.
La scrittura dell'autore è semplice e scorrevole, ti appassiona e ti fa vivere le vicende insieme ai personaggi. Il libro è stato diviso in due parti: un prima, il quale parte con l'inizio delle lezioni, e presenta la vita del gruppo di amici, creando un bel quadro della vita al Culver Creek, tra lezioni e scherzi contro i Settimana Corta; e un dopo, che coincide con l'incidente di Alaska e la sua morte. Questa è una parte più malinconica che trasmette tristezza e disperazione. Miles si arrende e diventa quasi un vegetale, nascono tensioni tra i gruppi, fino alla scoperta della verità sull'incidente.

Come lettura è stata piacevole, ma senza colpi di scena. L'incidente era già stato svelato dalla trama, quindi un po' mi è dispiaciuto non ricevere quella sorpresa, quel colpo di scena che avrebbe cambiato le cose. L'idea dei capitoli con il conto all'arrovescia è carina, ma ripeto che avrebbe lasciato più suspance non sapere della morte di Alaska, in questo modo il lettore avrebbe potuto chiedersi a cosa si andava in contro, man mano che si avvicinava il giorno 0.



Cercando Alaska di John Green


Editore: Rizzoli
Uscita: 2004
Genere: Young Adult
Pagine: 324
Rating: 🌼🌼🌼
Miles Halter, sedici anni, colto e introverso, comincia a frequentare un'esclusiva prep school dell'Alabama. Qui lega subito con Chip, povero e brillantissimo, ammesso alla scuola grazie a una borsa di studio, e con Alaska Young, divertente, sexy, attraente, avventurosa studentessa di cui tutti sono innamorati. Insieme bevono, fumano, stanno svegli la notte e inventano scherzi brillanti e complicati. Ma Miles non ci mette molto a capire che Alaska è infelice, e quando lei muore schiantandosi in auto vuole sapere perché. È stato davvero un incidente? O Alaska ha cercato la morte?

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