giovedì 3 agosto 2017

Recensione | L'insana improvvisazione di Elia Vettorel di Anemone Ledger



Ho accettato di leggere e recensire questa storia perché incuriosita da un genere che ancora non avevo avuto occasione di sperimentare, l'horror.



SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: L'insana improvvisazione di Elia Vettorel
Autore: Anemone Ledger
Editore: Elison Publishing
Pubblicazione: Giugno 2017
Pagine: 168
Trama: Le improvvisazioni negative accompagnano tutta la fiaba nera di Elia Vettorel, dai suoi primi anni in orfanotrofio fino alla morbosa attenzione nei confronti di sua madre, al delirio completo, alla perdita di se stesso. La collezione di quadri inquietanti raffiguranti bambini uccisi in modi brutali, l’adrenalina nel compiere atti immondi, la derisione per il suo aspetto e la cicatrice sulla guancia, vero e proprio squarcio nell’abisso infernale e sconnesso della sua anima; come non poteva, Elia Vettorel, compiere un atto insano?









Chi nella sua vita non ha mai reagito d'istinto? Elia Vettorel si è lasciato così andare da esso fino a compiere un macabro omicidio. Ma si può davvero dare tutta la colpa all'improvvisazione?
Lo psicologo che sta prendendo in cura l'ometto dai capelli arancioni sta cercando di capire proprio questo; mentre cerca di non farsi prendere dalle provocazioni di Elia scava sempre più a fondo nella sua vita, fino alla sua infanzia.

Elia è stato rinchiuso in un orfanotrofio all'età di un anno e da quel momento non ha visto altro che mura e inferriate che lo dividevano dal mondo esterno. Non è mai riuscito a farsi un vero buon amico, tutti lo prendevano in giro per il suo aspetto, specialmente Marco, il quale lo derideva chiamandolo "carota marcia". Crebbe in un ambiente grigio e buio, senza amore e senza amici; l'unico che gli è sempre stato vicino è il suo amico Finn, un bambino immaginario che dall'età di 7 anni è sempre stato accanto a Vettorel in qualsiasi cosa: lo aiutava, lo consolava, lo consigliava, potremmo quasi definirlo come la voce della sua coscienza.

Elia non ha fatto altro che sentirsi solo al mondo per tutta la vita, persino quando la sua vera madre è tornata a prenderlo per riportarlo a casa. Lui era felice, curioso di conoscerla e finalmente ritornare con lei. Ma ben presto scoprì che nemmeno in una propria casa e con la propria madre le cose possono andare meglio. Aurora passava la maggior parte del tempo a lavorare tornando spesso ubriaca, dimenticandosi persino di dare da mangiare a suo figlio. Elia maturò una pericolosa ossessione nei confronti della madre misto all'odio, che continuò a creargli problemi anche dopo la morte di Aurora, specialmente dopo l'incontro con Alice, una dolce ragazza dagli occhi azzurri e lunghi capelli corvini. Esattamente come Aurora Vettorel.

Ecco cosa ha spinto Elia a compiere un gesto così macabro: nella sua vita non ha mai avuto nessuno, non si è mai sentito importante ed è cresciuto con l'amara convinzione che nessuno lo volesse. Anche dopo il ritorno della madre queste emozioni non sono scomparse, anzi si sono accentuate. Elia non ha mai perdonato la scelta della madre di rinchiuderlo nel "carcere per bambini", non ha mai sopportato lo sguardo dei quadro appesi nel salotto, i quadri raffiguranti quei poveri bambini uccisi brutalmente senza un perché da suo padre. Elia aveva bisogno di aiuto ma non c'era nessuno che potesse aiutarlo, che potesse ascoltarlo. La morbosa ossessione che si teneva dentro ha preso il sopravvento, ed è bastato incontrare una ragazza uguale alla madre per farla esplodere, per fargli compiere la sua vendetta.

Diciamo che alla fine del libro mi sono resa conto che gli horror non fanno per me, ma non posso negare che questo sia stato un buon libro. La scrittura è semplice e decisa, raccontata in prima persona dal protagonista. Interessanti sono stati i ritorni al passato, hanno permesso di dare più luce sulla storia, di capire le scelte dei personaggi e di rispondere al perché hanno agito così. Anche Elia, per quanto brutale e ingiusto sia stato il suo gesto, si arriva quasi a capirlo e a non biasimarlo. Consigliato molto a coloro a cui piace il genere.

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